giovedì 17 aprile 2014

VIVIANI: Alimentazione e tumori

La testimonianza di altri due pazienti che hanno debellato il cancro con una dieta sana e l’aloe.
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giovedì 27 marzo 2014

semi di canapa

I semi di canapa rappresentano un alimento naturale selezionato a partire da speciali sementi autorizzate di Canapa Sativa alimentare. I semi di canapa sono rinomati soprattutto per via del loro particolare valore nutrizionale. Essi sono infatti considerati un alimento completo dal punto di vista del contenuto di aminoacidi e benefico per il loro apporto di vitamine e di minerali all'interno dell'alimentazione umana. Proprieta' dei semi di canapa I semi di canapa sono composti per un quarto da elementi proteici, in una combinazione unica rispetto a gran parte degli alimenti vegetali. Essi contengono infatti tutti gli aminoacidi essenziali per la sintesi delle proteine. Gli aminoacidi rappresentano gli elementi a partire dai quali il nostro organismo è in grado di produrre le proteine necessarie al proprio funzionamento. Per questo motivo, i semi di canapa sono considerati come un alimento completo dal punto di vista proteico. Gli 8 aminoacidi essenziali che essi contengono sono: leucina, isoleucina, fenilalanina, lisina, metionina, treonina, triptofano e valina. Essi contribuiscono al rafforzamento del sistema immunitario del corpo umano e la loro frazione lipidica contiene circa per il 75% acidi grassi polinsaturi essenziali, come l'acido llinolenico, linoleico e alfalinoleico. Si tratta di acidi grassi polinsaturi considerati essenziali per il funzionamento dei muscoli, dei recettori nervosi e di numerose ghiandole presenti nel nostro organismo. Nei semi di canapa, gli acidi grassi omega3 ed omega6 sono presenti secondo un rapporto proporzionale ritenuto ottimale e utile per la regolazione delle attività metaboliche dell'organismo. Non è da sottovalutare il contenuto vitaminico dei semi di canapa, che vede, in particolare, la presenza di vitamina E, adatta a svolgere una importante azione antiossidante, oltre che di sali minerali, come potassio, magnesio e calcio. I semi di canapa sono considerati come un alimento adatto alla prevenzione di colesterolo alto, asma, sinusite, artrosi, tracheite e malattie legate all'apparato cardiocircolatorio, per via del loro particolare contenuto nutrizionale. Sono inoltre considerati come un alimento adatto a proteggere ghiandole, muscoli e sistema nervoso. Come usare i semi di canapa semi di canapa I semi di canapa possono essere consumati crudi e considerati come una sorta di integratore alimentare di origine completamente naturale. Il loro utilizzo più semplice ne prevede l'aggiunta come condimento o ingrediente vero e proprio a piatti come insalate, macedonie e muesli per la colazione o la merenda. Possono essere inoltre utilizzati nella decorazione dei dessert, nella preparazione del pane, dei grissini o di altre pietanze calde, tenendo conto però che il loro valore nutrizionale viene mantenuto intatto soltanto quando essi sono crudi. A crudo possono inoltre essere utilizzati come ingrediente aggiuntivo nella preparazione dei frullati. Vi sono ulteriori impieghi che riguardano i semi di canapa. Essi vengono infatti macinati finemente per ottenere la relativa farina, vengono utilizzati nella preparazione di latte di semi di canapa, ma anche del tofu di canapa, una variante del tofu classico, a base di fagioli di soia gialla, oltre che di seitan ai semi di canapa. I semi di canapa vengono inoltre utilizzati nella preparazione dell'olio di canapa. Si tratta di una tipologia di olio da utilizzare a crudo nel condimento delle pietanze. L'olio di semi di canapa mantiene le proprietà dei semi stessi, risultando altrettanto ricco di acidi grassi essenziali. L'olio di semi di canapa viene spremuto a freddo affinché le sue proprietà non vadano perdute. Esso viene utilizzato in ambito alimentare e risulta molto gradevole grazie al suo sapore di nocciola, proprio dei semi di canapa stessi, ma può essere impiegato anche in ambito cosmetico, per il nutrimento della pelle e per effettuare dei massaggi. Dove trovare i semi di canapa E' possibile reperire in commercio semi di canapa di origine biologica sia integrali che decorticati. I semi di canapa possono essere acquistati nelle erboristerie, nei negozi di prodotti biologici e di alimentazione naturale, oppure online. I semi di canapa in vendita in Italia sono selezionati da specie di Canapa Sativa adatte all'alimentazione umana. Attraverso i medesimi canali di vendita, è possibile reperire in commercio dell'olio di semi di canapa biologico e spremuto a freddo. Si può trovare facilmente online; noi suggeriamo questo: Amazon: olio di Semi di Canapa Alimentare 500 ml - € 17,50 E' inoltre possibile trovare in vendita del tofu di canapa, con il nome di Hemp-Fu, oltre che una bevanda a base di semi di canapa, chiamata Hemp Drink. Sia i semi di canapa che l'olio di canapa dovrebbero essere conservati in frigorifero per preservarne le proprietà nutritive e per evitarne l'irrancidimento.

mercoledì 26 marzo 2014

Dossier CARNE: Una straordinaria documentazione




Rapporti tra ACIDITA’ e OSSIGENO in relazione con il CANCRO e altre malattie degenerative.

Uno dei principali compiti del sistema idraulico corporeo, chiamato torrente sanguigno, e’ quello di trasportare sostanze nobili ed ossigeno a ciascuna delle cellule esistenti e quindi ai vari tipi di tessuti corporei degli esseri viventi, e cio’ ogni giorno dalla nascita fino alla morte.
Inoltre i giusti rapporti del pH sanguigno favoriscono lo sviluppo e la funzione di tutti gli enzimi e particolarmente di quelli proteolitici e la loro relativa influenza sullo sviluppo delle cellule staminali.
Il pH del sangue deve quindi mantenersi sempre ai livelli alcalini (basici) altrimenti intervengono malattie, gravi e la morte repentina. Con il mantenimento e/o il ripristino di questo tipo di livelli alcalini, esso mantiene e/o riprende la sua capacita di mezzo di trasporto di ossigeno e sostanze.
Questo trasporto e’ noto viene effettuato per mezzo dei Globuli Rossi (eritrociti) i quali con la loro forma perfettamente discoidale concavo-convessa (se sono normalmente sani) galleggiano nel sangue, ognuno separato dagli altri, trasportando ossigeno e le sostanze sulla propria superficie.
Nelle microfotografie di sangue normale, un campo osservato, e’ pieno di globuli rossi ben formati (non anemici, cioe’ non malformati, non parassitati e quantitativamente giusti), e questi sono uniformemente distanziati per il fatto che alla loro superficie essi trasportano elettroni in numero sufficiente da avvolgerli in una piccola rete a carica negativa. Quando due globuli rossi si avvicinano, la loro carica simile li obbliga a mantenersi distanti l’un l’altro, cioe’ reciprocamente si respingono; piu’ si avvicinano e piu’ si respingono, nei fatti non collidono mai.
Questo ci dovrebbe proteggere, ma quando il pH sanguigno scende verso l’acido gli elettroni si staccano dai globuli rossi, facendosi che questi si avvicinino troppo fino a collidere e si incollano fra di loro e/o con i grassi atomizzati.
Cio’ significa che disturbando i giusti rapporti del pH sanguigno esso non riesce a trasportare in quantita’ e qualita’ sufficiente, l’ossigeno e le sostanze alle cellule, tessuti ed organi corrispettivi.
In presenza di grassi atomizzati i globuli rossi possono collidere con essi saldandosi insieme e formando come delle monetine (detti “rouleaux”=blocchi di cellule), restando incollati fino a quando il grasso presente nel sangue non viene metabolizzato ed eliminato.
Quando questi “rouleaux” (blocchi di cellule) circolando nel torrente sanguigno, che ormai con questi rouleaux ha diminuito la sua capacita’ di trasporto di ossigeno e sostanze, e raggiungono i micro capillari, essi vanno facilmente ad ostruire i minuscoli capillari impedendo la microcircolazione e quindi l’ossigenazione ed il nutrimento delle cellule, come invece e’ possibile con i globuli rossi individuali e non saldati ai grassi atomizzati.
A quel punto nasce lo stress ossidativo, la cellula si intossica e si ammala, cosi’ come tutte le cellule legate a quelle ischemie, generando stress ossidativo ed infiammazione anche nei tessuti e malfunzione organica e sistemica.
I rischi di queste situazioni sono stati scoperti nel XX secolo, da un scienziato che si chiamava Otto Warburg, che ricevette il premio Nobel per quella scoperta.
Egli aveva osservato che privando un tessuto di ossigeno questi diventava canceroso (malato fino alla morte) inoltre che riportando ossigeno al tessuto non si invertiva il processo.
Oggi sappiamo che quello che aveva osservato Warburg non erano le normali cellule che diventavano cancerose, ma cellule che stavano morendo per mancanza di ossigeno, mentre le nuove cellule nascevano in un terreno (ambiente = matrice) in cui il normale apporto di ossigeno non era presente.
Senza dubbio in tale situazione, la maggior parte di tali nuove cellule morirebbe, ma alcune, magari poche, potrebbero sopravvivere utilizzando come fonte di energia la fermentazione anziche’ il processo piu’ efficiente dell’ossidazione.
Quelle che utilizzano la fermentazione non hanno l’energia per evolversi o funzionare normalmente, quindi cio’ che fanno e’ riprodursi e scindersi all’infinito e questo e’ uno dei meccanismi principali ed iniziali del cancro.
Il metodo più semplice per controllare e stimare l'acidosi è quello del controllo del pH urinario.
In farmacia, potete acquistare le "cartine di tornasole" con le strisce indicatrici, con un range di valori tra 5,0 e 7,5, con le quali è possibile 2-3 volte al dì, per qualche giorno, autocontrollarsi, tenendo conto che alle ore:
- 6 del mattino: l'urina ha la massima acidità, perché nella notte c'è stata la scomposizione del carico di acido.
- 9, 2-3 ore dopo la colazione: l'urina di chi è sano è leggermente alcalina, per via del lieve deflusso delle sostanze alcalinizzanti della colazione.
- 12, prima del pranzo: pH leggermente acido, perché le sostanze alcalinizzanti, incamerate come riserve, o utilizzate, diminuiscono nel deflusso.
- 15: il pH è alcalino, perché c'è il maggior deflusso delle sostanze basiche.
- 18, prima della cena: il pH urinario di chi è sano è leggermente acido.
Se i rilievi si allontanano troppo dalla curva ideale, con valori frequentemente acidi, occorre tutelarsi con l'introduzione nella dieta di tanta frutta e verdura CRUDA.
I cibi soprattutto alcalinizzanti CRUDI, dovrebbero costituire il 75-80% dei nostri pasti quotidiani, particolarmente frutta e verdure 

Un equlibrio delicato.



lunedì 24 marzo 2014

La testimonianza di nonna Piera

Stupenda testimonianza di Nonna Piera di 94 ANNI che, diventando vegana, è guarita da osteoporosi, cataratta, stitichezza, cervicale, cistite e mal di testa :D